I cavalieri di Malto -

Birra Menaresta, tre abbinamenti col cibo per la prima volta in Campania

Birra Menaresta, tre abbinamenti col cibo per la prima volta in Campania
Tre birre di Menaresta e tre piatti: cosa ne uscira?
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Menaresta viene omaggiato di tre abbinamenti con la birra per la sua prima volta nei locali campani

In concomitanza del terzo anniversario di attività del pub di Emanuele ‘Menny’ Ambrosino, il Pub 27 di Pompei con la collaborazione di Simone Cozzuto di Alta Gradazione Torrese e Partenocraft, ha inaugurato il 13 scorso la nuova stagione di abbinamenti cibo-birra e lo ha fatto in grande stile, alla presenza di Marco Rubelli, socio del birrificio brianzolo Menaresta.

Menaresta invece è in attività da 10 anni, come racconta Marco, per la prima volta nei locali campani, che fa le veci anche del mastro birraio Enrico Dosoli. Menaresta nasce, come in molti casi, da un passato di homebrewing, passato colorato da un’attenzione tutta particolare di Enrico per la fermentazione e i prodotti della terra. L’impronta di Menaresta è ben riconoscibile in ogni birra ed è faticoso incasellarle in unico stile, qualità che in fase di abbinamento col cibo può risultare un vantaggio non da poco.

Gli abbinamenti sono stati pensati a tre teste da Menny, Enrico e Simone ed eseguiti da Michela Norato. Posso dirvi già da ora che la nuova stagione è iniziata col botto.

Pronti?

Prima portata

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Pollo al curry e curcuma con insalata abbinata a Verguenza Summer di Menaresta.


Verguenza vuol dire “vergogna” in brianzolo, ma è una vergogna metaforica perché questa IPA da 6% in versione Summer non ha proprio nulla da rimpiangere. Dal colore chiaro e dalla buona effervescenza, la Verguenza sfoggia, dopo un breve attacco dolce, un amaro deciso che si piazza con esattezza nell’intersezione tra fruttato, terroso ed erbaceo. Spiazzante per la facilità di beva pur nella sua complessità.

In abbinamento viene servito del pollo fritto all’orientale con speziatura al curry e curcuma e contorno di insalata fresca. Il piatto, di per sé è cucinato alla perfezione (tanto di cappello al cuoco di Menny), e la panatura al curry riesce a non prevaricare la delicatezza della carne bianca.

L’abbinamento funziona? Altroché. Atipico, ma funziona. Ci sono così tanti richiami tra amarezza data dal luppolo e esoticità della speziatura che descriverli è difficile. Buona anche la capacità della birra di ripulire la consistenza un po’ polverosa della panatura. Da riprovare.

Nota di colore: l’omino rappresentato sulle etichette di Verguenza non è altro che la caricatura di Marco Valeriani di Hammer, che ha collaborato con Menaresta per diversi anni.

Seconda portata

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Fagiolata di fagioli rossi e castagne abbinata a Gabiana di Menaresta

La Gabiana è una birra stagionale alle castagne da 8,5% che ricade nella famiglia delle tripel. Prodotta originariamente con la castagna ligure Gabiana – come nel nome – adesso ripiega su una varietà della Lunigiana per vie di annate cattive e raccolti proibitivi. Questa birra chiara ha un’alcolicità decisa e una schiuma grossolana, ma riesce magistralmente a smorzare i toni sul finale per lasciare spazio al sapore di castagna, che altrimenti sarebbe stato difficilmente percepibile.

In abbinamento viene servita una fagiolata di fagioli rossi e castagne con crostino di pane. Semplice e dolce, ma senza risultare stucchevole.

L’abbinamento risulta buono perché la Gabiana non è molto insistente e lascia spazio sul finale alle suggestioni della castagna, mantenendo una secchezza che lascia la bocca pulita e pronta a ricominciare.

Terza portata

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Caprese con finocchietto e peperoncino abbinata alla Potenza Meridionale di Menaresta e Br’hant.

Un omaggio al Sud, l’ultima birra in abbinamento col dolce è la Potenza Meridionale. Questa nera imperial stout da 8% è stata prodotta a quattro mani col birrificio lucano Br’hant (Potenza). Nel calore del torrefatto e del peperoncino che avvolge tutto il palato si insinua la nota vegetale del finocchietto che rinfresca con discrezione, senza turbare l’equilibrio generale. Avete letto bene: la speziatura comprende finocchietto, peperoncino e… peperone crusco.

L’abbinamento tradizionale col dolce è d’obbligo: viene servita una fetta di caprese nel cui impasto sono stati. Il mix rinfrescante viene riprodotto in piccolo senza per questo rendere la torta secca.

L’abbinamento è molto valido, e il gioco di spezie fa in modo che ci sia una continuità tra piatto e bicchiere.

Per essere la prima volta nei locali campani del Birrificio Menaresta direi che è andata più che egregiamente. Speriamo di vederlo più spesso in giro!

Speriamo che tu abbia gradito l’articolo. Sei d’accordo con la bontà di Menaresta? Se ti va, lascia un commento.


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