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Birra e Caffè | Gemelli della Cultura della Terra

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I frutti che la natura ci dona, sono il risultato di un duro lavoro o dell’arte di comunicare con la terra?
Forse entrambi; in ogni opera d’arte il creativo compie uno sforzo, fisico e mentale per arrivare a concepire un risultato, proprio come accade per la produzione dei malti da birra e di caffè.
Due elementi molto diversi ma entrambi ponti di connessione tra uomo e terra.

Oggi vogliamo esplorare il mondo congiunto di Birra e Caffè, dai malti tostati con sentori di caffè, fino alle Coffee Stout.

Intanto vogliamo raccontarvi l’aneddoto della curiosissima storia di come, si dice, sia stato scoperto il caffè e di come sia nato suo utilizzo moderno.

La storia del pastore Kaldi e delle sue capre sovreccitate

Kaldi era un pastore Etiope, giovane ed inesperto.
Un giorno mentre portava al pascolo le sue capre, notò che un gruppo di queste si stava distaccando, attirate da un alberello con delle bacche dallo strano colore e forma; Kaldi subito intervenì per allontanarle da quella strana pianta; ci teneva molto alle sue capre perché erano il suo sostentamento e rischiare di perderne alcune per un avvelenamento, poteva significare la sua rovina.
I giorni avanzavano e le capre continuavano a dirigersi verso quella piantina, finché un giorno mentre Kadli era distratto, alcune di queste riuscirono a brucare vicino l’alberello. Kadli riuscì a richiamare le capre, ma oramai era tardi, avevano mangiato le bacche.
Il giovane pastore passò una notte da incubo, per due ragioni: era sopraffatto dalla paura di perdere le capre, e poi non riusciva a dormire perché queste ultime erano come ammattite, estremamente iperattive e sveglie.
Kadli, passata la notte e tranquillizzatosi per le capre, fece mente locale e capì che l’iperattività dei suoi animali era dovuta proprio a quelle strane bacche, che al contrario di essere velenose, donavano energia e vivacità!
Percepì subito il potenziale di quelle bacche, quindi le andò subito a raccogliere, le macinò e ne fece un infuso.
Così nacque la bevanda più consumata al mondo, che oggi prende il nome di Caffè.

Il Caffè, per come lo conosciamo

Si compra in genere in due tipologie: Arabica e Robusta, i cui chicchi vengono raccolti e macinati dai rispettivi piccoli alberi di Coffea Arabica e Coffea Robusta.
La realtà invece è che esistono molte altre specie di alberelli da caffè ma sono molto meno coltivati ed utilizzati a causa delle condizioni difficili di mantenimento; anche la Coffea Arabica richiede determinate condizioni, ma resiste quasi tutto l’anno, mentre la Coffea Robusta è molto più economica da coltivare in quanto si adatta a molte condizioni ambientali e per questo è molto diffusa.

 

Birra e Caffè

Torniamo a noi e al nostro mondo birrario.
I “sentori” ed aromi di caffè li troviamo generalmente in birre dai malti prodotti con orzi mediamente e particolarmente tostati.
Il processo di tostatura, oltre certe temperature, favorisce la caratterizzazione dei malti con aromi amarognoli, tipici del cioccolato e del caffè, con un leggero retrogusto bruciacchiato.

Produzioni tipiche che presentano questi malti tostati sono quelle irlandesi.
In generale, le birre con sentori di caffè sono scure, come le seguenti:
Stout, variazioni come Imperial Stout, Porter e Coffee Stout.
La prevalenza della famiglia Stout è dovuta alle forti radici irlandesi di questa birra; a riguardo può risultare simpatico un aneddoto sulla sua nascita.

La Stout vede i suoi natali in Irlanda, nella City nel 1666, quando durante un incendio, parte dell’orzo utilizzato per la produzione di birra, andò in parte bruciato.
L’allora re Carlo II, decise di tentare di non sprecare tutto l’orzo e ordinò comunque la produzione di birra usando quell’orzo bruciato.
Per rassicurare e invogliare il popolo, fu il primo ad assaggiare il risultato dell’esperimento e ne rimase estasiato, tanto da autorizzarne la distribuzione gratuita, per favorirne la diffusione. (che marketer il nostro re Carlo II)

Il caffè in questa birra è quindi rintracciabile nell’aromatizzazione dell’orzo a causa della tostatura elevata che ne influenza anche il colore, infatti appare scura e con una schiuma persistente, color avorio e abbastanza densa.
Una versione “alternativa” della Stout è l‘Imperial Stout, che si differenzia per la gradazione alcolica che, rispetto alla versione normale, è più elevata, aggiungendo ai tipici sapori anche un leggero sentore di calore lungo la gola e sulla lingua che la rende perfetta per anestetizzare la bocca per prepararla al prossimo morso del nostro dolce preferito.
Proprio parlando di dolci, è obbligatorio introdurre la Porter, birra perfetta per accompagnare leccornie al cioccolato. Infatti questa birra, oltre all’aroma di caffè, presenta note di cioccolato e caramello, mantenendo una schiuma abbastanza persistente. Una birra cappuccino. 

Arriviamo ora a una delle birre più eccitanti e veramente ricche di caffè:
La Coffee Stout.
Sempre della famiglia Stout, questa birra di differenzia per la reale presenza di caffè, utilizzato in svariate fasi della produzione e leggermente macinato.
Non è uno stile birrario molto diffuso, anche per difficoltà di equilibrio nelle ricette, in quanto bisogna riuscire a trovare un perfetto connubio tra sapori e riuscire contemporaneamente a bilanciare gli aromi amari tipici sia dei malti scuri che del caffè stesso.

il nostro excursus tra leggenda, storia attualità, su Birra e Caffè, finisce qui.

I Cavalieri di Malto vi ringraziano della lettura e del supporto che ci date per permetterci di portare avanti questa nostra passione per la diffusione dell’informazione e dell’amore per la birra, ogni dove possiamo arrivare

ringraziamo Caffè Barbera, fornitore e torrefazione di caffè , per averci aiutato nella stesura fornendoci le nozioni necessarie per comprendere il mondo del caffè.

e come sempre: “diffondete la Crociata per le Birre Artigianali!”


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