I cavalieri di Malto -

Gosebuskers – Buskers + MC77

Gosebuskers – Buskers + MC77
Cosa succede se allo stile gose avviciniamo le italian grape ale? Si ottiene uno stile etereo, come un fantasma...
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Gosebuskers, who you gonna call?

In breve

Nome: Gosebusker
Formato: spina

Stile: gose / IGA
Gradi: 4%
Produttore: Buskers (in collaborazione con MC77)
Temperatura di servizio: 6-8°
Bicchiere: pinta nonic / altglas

gosebuskers-buskers

Schiuma abbondante, ricca di profumi, gusto intenso: la Gosebuskers è decisamente una birra da provare.


La scheda

Impressioni

Nel corso di una delle mie sortite romane mi sono deciso a trascinare degli amici in un audace pub crawling. I posti tuttavia erano davvero troppi da coprire in una serata (guidando sobri), motivo per cui ne abbiamo scelti tre. Fortunatamente Buskers è stato uno di questi.

Buskers, sito in Viale Leonardo da Vinci a Roma, offre una ricca selezione di birre di produzione propria. Su consiglio dello stesso publican e birraio Mirko Caretta ho assaggiato la Gosebuskers, una birra che mi aveva incuriosito già dal nome e che è stata brassata in collaborazione con MC-77.

Già dal solo esame visivo questa sembrerebbe una gose fuori dall’ordinario, con il suo colore oro carico e dalle sfumature rosate (mi spiace, ma la foto non rende al meglio questa peculiarità). Schiuma fine e abbondante di colore bianco, dalla buona persistenza.

Avviciniamo il naso. All’assaggio si rivelano delle caratteristiche solite e alcune insolite: speck affumicato e una certa salinità, ma corroborato da delle note geniunamente acide di yoghurt e una certe componente floreale vinosa, di vino bianco. Già, vino bianco. E il perché è presto detto. La Gosebuskers infatti prevede l’aggiunta di mosto di uva vernaccia di Serrapetrona negli ultimi minuti di bollitura, accostando questo tipico stile salato ai più ibridi territori delle italian grape ale.

In bocca notiamo che la birra è ben carbonata e notevolmente secca: ha una partenza fruttata e con un leggero sapore di pane e poi vira con decisione verso le regioni del salato (dovuto all’aggiunta di sale dell’Himalaya, nello specifico) e dell’acido, ma dimostrando un grande equilibrio. Una birra da salivazione abbondante, che potrebbe scoraggiare i neofiti per l’acidità molto complessa, ma che promette di regalare lunghissime bevute.

Una cosa che mi ha fatto sorridere è che questo accostamento tra gose e vino sta prendendo piede anche oltreoceano, con un cocktail blend chiamato gosè, ottenuto mescolando in parti uguali gose e vino rosè.

Abbinamenti gastronomici

Una birra che berrei molto volentieri con un secondo, ma non un secondo qualsiasi: i mitici giambonetti emiliani, piatto di carne con tacchino e maiale.

Abbinamenti con l’arte

Se avete riconosciuto la citazione del sottotitolo non avrete alcun dubbio (e l’etichetta ne è un’ulteriore conferma). Questa è una birra che va bevuta durante la visione di Ghosbusters. Possibilmente il primo. O, ancora meglio, durante la visione di tutta la saga, avendo cura di riempire la pinta ogni quanto basta.

gosebuskers-buskers-etichetta

L’etichetta di Felideus: i Ghostburster con una versione luppolosa di Slime. Questo sì che è design!

Un po’ di storia

Busker vuol dire artista di strada. Avendo ben chiaro in mente il significato di questa parola, nel 2011 il fotografo Mirko Caretta, con l’amico Marco Chiossi, fonda quello che è un birrificio itinerante, che può vantare tra le sue ricette anche collaborazioni con Leonardo Di Vincenzo di Birra del Borgo e Luigi Serpe, che ai tempi produceva con Maltovivo. Una relativa stabilità arriva nel  2013, quando nasce un brewpub 2.0, che oltre a servire le proprie birre offre una selezione. L’ambiente è davvero arredato con estro. Se siete anche solo un po’ geek vi consiglio assolutamente di andarci.

 


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