I cavalieri di Malto -

San Gennà, aiutaci tu! Una birra dedicata al santo patrono di Napoli

San Gennà, aiutaci tu! Una birra dedicata al santo patrono di Napoli
Una lager tutta napoletana incontra gli chef stellati Marianna Vitale e Lino Scarallo
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Il Birrificio KBirr lancia la Natavot, lager dedicata al patrono della città di Napoli

Se martedì scorso il Vesuvio avesse eruttato, ne sarebbe sicuramente fuoriuscita birra e non lava.

Le leggi della natura avrebbero concesso uno strappo alla regola per la nuova birra dedicata al patrono della città di Napoli, una bassa fermentazione frutto del talento imprenditoriale di Fabio Ditto di Loco for Drink (che ricordiamo per la recente campagna sul vuoto a rendere in Campania) e della competenza del mastro birraio Achille Certezza del Birrificio Felix (già Trincanotte).

La scelta della location non è stata affatto casuale. Quale posto migliore delle scuderie di Palazzo Sansevero, l’atelier dove si esprime l’estro dell’artista Lello Esposito? Tra Pulcinella, Vesuvi, uova, corna e raffigurazioni di San Gennaro, la Natavot trova il suo scenario naturale di degustazione.

Ma non finisce qui. A impreziosire la presentazione hanno fatto la loro comparsa gli chef stellati Marianna Vitale di Sud Ristorante e Lino Scarallo di Palazzo Petrucci, che hanno offerto ai presenti dei loro piatti realizzati con materie prime fortemente legate alla tradizione napoletana.

Con queste premesse non potevano mancare gli abbinamenti, vero fulcro della serata e occasione conviviale, per i quali ci siamo avvalsi delle altre due birre presenti nel catalogo di KBirr oltre alla protagonista Natavot.

Proposta #1

ostrica-e-friarelli-paliat-kbirr

Ostrica con centrifugato e germogli di friarelli firmata Marianna Vitale abbinata alla russian imperial stout Paliat

La chef Marianna Vitale, sempre sorridente, e la sua assistente prendono grosse manciate di sale e le spargono su un tavolo. Non è una performance artistica, bensì la base d’impiattamento di una pietanza molto originale: ostriche servite con centrifugato e germogli di friarelli.

Cosa abbineremmo? La Paliat, russian imperial stout da 9,5%, il cui corpo e i sentori tostati dati dai malti si sposano tradizionalmente bene con il sapido delle ostriche.

Curiosità: Paliat in napoletano vuol dire “mazzata”, con riferimento alla birra imponente e per corpo e per grado alcolico. Il mastino sull’etichetta rende sicuramente bene il concetto a livello visivo.

Proposta #2

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Mozzarellina ripiena di parmigiana di melanzane, crostino di pane al pepe abbinata alla scotch ale affumicata Jattura

Nel cuore dell’atelier di Lello Esposito, tra pennelli, tele e busti, si industria lo chef Lino Scarallo con la sua schiera di assistenti. Su una tovaglia a scacchi disposta su un banco da lavoro “sforna” a ritmo regolare due creazioni. La prima è una finta mozzarella, ovvero una mozzarellina ripiena di parmigiana di melanzane e foglia di basilico accompagnata da un crostino di pane al pepe.

La birra da abbinare è la Jattura, scotch ale da 6,5% prodotta con malto torbato che dona piacevoli sentori affumicati e riesce ad accompagnare bene sia la complessità della mozzarella che la speziatura del pane.

Curiosità: sull’etichetta è stampato il tradizionale corno rosso napoletano antisfortuna. Non a caso, la birra è di un colore molto simile a questo oggetto apotropaico.

Proposta #3

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Stato dell’arte: abbinamento vincente tra fiore di zucca “esploso” con ricotta, pomodorino secco, alice e basilico e la nuova lager Natavot

La seconda creazione di Lino Scarallo è un’esplosione di fiore di zucca: un fiore di zucca cristallizzato, ricotta di bufala, acciuga salata di Cetara e salsa di basilico.

La birra deputata all’abbinamento ideale è proprio la Natavot, una lager equilibrata e leggermente speziata che riesce a giocare con la complessità dei sapori dell’esplosione di fiore di zucca (in cui ricordiamo sono presenti sia sapidità che grassezza e dolcezza).

Curiosità: il nome della neonata Natavot (il napoletano di “un’altra volta”) si rifà direttamente al miracolo di san Gennaro, che ogni anno favorisce e protegge la città di Napoli manifestando la sua benevolenza tramite la liquefazione del suo Sangue. Oltre alla sua beverinità che impone di berla… n’ata vota.

Per completezza va detto che la Natavot si prestava bene anche all’abbinamento con le ostriche di Marianna Vitale per l’impiego di un ingrediente vegetale leggermente amaro come il friariello.

Che dire, tra birre, arte e reporter festanti si può dire che ci sia davvero stato il miracolo!

Per vedere il reportage fotografico completo visita l’album sulla nostra pagina Facebook.


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